Mostra

Pling! Il suono del design

Verschiedene Ohren mit Hörgeräten und Earbuds, Plakat für Design-Ausstellung.

Che si tratti di oggetti di uso quotidiano o di media digitali, il suono è una componente fondamentale del design. La mostra racconta come i suoni influenzano la nostra percezione e come l’udito in quanto metodo formale apra nuovi orizzonti sensoriali.

data
tariffe
  • ordinario CHF 15
  • ridotto CHF 10
  • ingresso libero ogni giovedì dalle 17.00
  • ingresso libero sotto i 20 anni

Informazioni sulla mostra

Dal segnale di allarme al lettore multimediale: il design rende percepibile il suono delle cose. Infatti, noi ascoltiamo anche con gli occhi e vediamo con le orecchie: entrambi i sensi si influenzano a vicenda.  

In questo modo, la «traccia sonora» degli oggetti o delle interfacce digitali viene progettata in modo consapevole. I suoni guidano il nostro sguardo, sia per la strada che nei film. L’acustica plasma la forma degli spazi e di interi paesaggi. I suoni risvegliano ricordi ed emozioni, i jingle ispirano fiducia nella pubblicità e nella definizione dei marchi. Cosa c’è dietro le onde sonore che generano tutti questi suoni? La bioacustica, gli studi sul suono e la ricerca artistica indagano cosa sono il suono, il rumore o il frastuono e qual è la loro valenza sociale. 

La mostra rende udibile e visibile ciò che spesso nella vita quotidiana resta un’eco inconsapevole e mostra come l’integrazione della percezione uditiva apra nuovi orizzonti sensoriali. Dal silenzio nella sala anecoica all’assoluta eufonia nella sala d’ascolto, sono molti i modi di fare esperienza dell’udito come sfida e metodo formale.

« À une époque où les interfaces numériques définissent notre quotidien, où les produits communiquent de manière de plus en plus automatisée et où les milieux urbains se densifient, la qualité acoustique des espaces et des objets joue un rôle fondamental. Plus que jamais, le design a pour mission de façonner le son de manière réfléchie, en tant que facette de l’expérience utilisateur, de l’orientation spatiale et de la participation sociale. Dans ce contexte, le design s’appuie sur les connaissances issues de l’architecture, de l’art et de la recherche. »

Meret Ernst, curatrice de l’exposition

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